Cagliari, mangiano piatti succulenti a “La Balena” e non pagano: “Scappati con la scusa della sigaretta”
Cagliari, mangiano a “La Balena” e vanno via senza pagare il conto
Un pranzo a base di specialità di mare, l’atmosfera accogliente di uno dei locali più conosciuti della città e, alla fine, il conto lasciato sul tavolo. O meglio, non lasciato affatto. È l’amaro pomeriggio vissuto dallo staff e dalla titolare dello storico ristorante “La Balena”, nel rione di Sant’Avendrace a Cagliari, guidato da Cristiana Sedda. Una coppia di giovani clienti, dopo aver consumato un pasto completo, si è allontanata dal locale senza saldare il dovuto, utilizzando il più classico e abusato dei pretesti: la pausa sigaretta.
La dinamica del “colpo”
Secondo quanto ricostruito, i due ragazzi si sono presentati nel locale come normali clienti. Hanno ordinato piatti succulenti, godendosi il servizio e l’ospitalità della storica trattoria di pesce. Nulla nel loro comportamento avrebbe potuto far presagire quanto sarebbe accaduto di lì a poco. Una volta terminato di mangiare, prima che venisse portato il conto, i due si sono alzati in piedi dirigendosi verso l’uscita.
Ai camerieri hanno accennato una scusa banale, all’apparenza innocua: “Usciamo un attimo a fumare una sigaretta”. Un gesto quotidiano, a cui il personale di sala non ha inizialmente dato peso, abituato alla fiducia reciproca che da sempre caratterizza il rapporto con la clientela. Tuttavia, i minuti sono passati e della coppia non si è vista più traccia. Quando i dipendenti sono usciti in strada per controllare, i due si erano ormai dileguati.
Lo sfogo della titolare
La notizia del “pasto a scrocco” ha fatto rapidamente il giro del web dopo che la stessa Cristiana Sedda ha deciso di rendere pubblico l’accaduto con un post amaro ma dignitoso sui canali social del ristorante. Le parole della titolare non nascondono il dispiacere, non tanto per la cifra in sé, quanto per la totale mancanza di rispetto nei confronti di chi lavora.
“Ai due simpatici clienti che sono andati via senza pagare, due ragazzi che hanno mangiato e con la scusa di fumare se la sono svignata, diciamo che a noi 60 euro non cambiano la vita di certo, però per campare lavoriamo, paghiamo le tasse, i fornitori e i dipendenti. Loro i furbi non li potranno fare sempre”.