Cagliari, scoppia la protesta per la pista ciclabile in via Pergolesi: “Così muoiono i negozi”
Commercianti e residenti nel panico. Roberto Mura: “Così si decreta la morte economica del quartiere, meglio la Zona 30”
La pista ciclabile arriva anche in via Pergolesi a Cagliari. Bastano poche transenne, i primi cartelli di divieto di sosta e l’arrivo dei mezzi da cantiere per scatenare il panico in uno dei quartieri storicamente più vivi e, al contempo, urbanisticamente delicati di Cagliari. L’avvio dei lavori per la realizzazione della nuova pista ciclabile in via Pergolesi ha sollevato un polverone di polemiche che dalla strada è rimbalzato immediatamente nei palazzi della politica cittadina.
A farsi portavoce del malumore viscerale di residenti e commercianti è il consigliere comunale di Alleanza Sardegna, Roberto Mura, che lancia un duro e accorato appello all’amministrazione comunale affinché si fermi il cantiere e si riveda radicalmente il progetto.
Cagliari, pista ciclabile in via Pergolesi: “Nel quartiere c’è il terrore: residenti e commercianti messi in ginocchio”
L’impatto visivo dell’inizio dei lavori è stato immediato. I primi scavi e la comparsa della segnaletica che impone il divieto di sosta sino al 30 di giugno hanno materializzato le paure di chi in via Pergolesi ci vive e ci lavora. “È bastata la sola presenza degli operai in strada per seminare il terrore nel quartiere”, esordisce con fermezza il consigliere Roberto Mura. “Parliamo di una zona che già storicamente soffre di una cronica e drammatica carenza di parcheggi. Sottrarre ulteriori stalli per fare spazio a una pista ciclabile in quella specifica via significa una cosa sola: decretare la morte delle attività produttive della zona”.
Secondo l’esponente di Alleanza Sardegna, il tessuto commerciale di via Pergolesi – fatto di negozi di vicinato, artigiani e attività storiche – si regge sulla possibilità di garantire un minimo di accessibilità automobilistica. Eliminare i parcheggi per far passare la corsia riservata alle biciclette creerebbe un danno economico irreversibile.
“I clienti non sapranno più dove fermarsi, i fornitori avranno enormi difficoltà logistiche e gli stessi residenti, al rientro dal lavoro, saranno costretti a giri interminabili per trovare un posto auto, congestionando ulteriormente il traffico delle vie limitrofe. Portare avanti la pista in quella via significa che state decidendo, consapevolmente, di far morire le attività produttive”, accusa Mura rivolgendosi direttamente alla giunta.
Mancanza di trasparenza: “Cittadini e consiglieri lasciati all’oscuro”
Oltre all’impatto economico e viario, il consigliere Mura solleva una questione di metodo e di trasparenza democratica, lamentando la totale assenza di comunicazione da parte degli organi competenti, sia nei confronti della cittadinanza che dei rappresentanti eletti in Consiglio comunale.
“Altrettanto grave, se non inaccettabile, è il fatto che noi politici e rappresentanti dei cittadini non siamo stati informati di nulla”, denuncia il consigliere di Alleanza Sardegna. “Le notizie sull’avvio dei lavori sono state date agli abitanti a cose fatte, senza un bando di concertazione, senza assemblee pubbliche e senza coinvolgere chi in quella via investe i propri risparmi o possiede una casa. Non si può calare dall’alto un provvedimento così impattante senza minimamente consultare il territorio e chi lo rappresenta”.
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La proposta alternativa: “La pista ciclabile è una follia, si faccia la Zona 30”
Il no di Alleanza Sardegna, tuttavia, non si configura come una semplice opposizione ideologica alla mobilità sostenibile, bensì come una richiesta di pragmatismo e adattamento del progetto alle reali caratteristiche della carreggiata e del quartiere.
“Vi prego di modificarla”, è l’appello accorato che Mura lancia all’aula. “La pista ciclabile, così come concepita per via Pergolesi, è una vera e propria follia. Ma un’alternativa di buonsenso esiste ed è subito applicabile: si può fare la zona 30 al posto della ciclabile“.
La proposta del consigliere Mura prevede l’istituzione del limite di velocità a 30 km/h per l’intera via, consentendo così la coesistenza sicura di automobili, pedoni e biciclette sulla stessa carreggiata, senza la necessità di cordoli fisici o corsie riservate che sacrificherebbero i preziosi parcheggi.
“La zona 30 è lo strumento ideale: garantisce la sicurezza dei ciclisti, rallenta i flussi di traffico e, soprattutto, salva la situazione dei commercianti e dei residenti”, conclude Roberto Mura. “Chiediamo all’amministrazione un atto di responsabilità e di ascolto: si fermino i lavori e si scelga la via della mediazione prima che il danno per via Pergolesi diventi definitivo”.