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Cagliari, allarme al Santissima Trinità: “Pneumologia rischia il blocco immediato”

Giugno 19, 2026 · Cristian Melis

Santissima Trinità

Una crisi profonda e strutturale minaccia uno dei pilastri della sanità sarda. Il reparto di Pneumologia dell’ospedale Santissima Trinità affronta una situazione di totale emergenza, che mette a dura prova la resistenza degli operatori e la sicurezza stessa delle cure. Medici, infermieri e operatori sociosanitari lottano ogni giorno per garantire prestazioni eccellenti, ma il quadro attuale espone l’intero sistema a pericoli gravissimi. Per questa ragione, i vertici sindacali hanno deciso di rompere gli indugi, inviando una durissima lettera formale alla governatrice della Sardegna, Alessandra Todde, e ai massimi responsabili della sanità locale per chiedere una svolta immediata.

La denuncia dei sindacati alla Regione

Il segretario generale della Uil Fp, Priamo Foddis, insieme al segretario organizzativo regionale Massimo Marceddu, firmano un documento dal tono inequivocabile. La missiva, indirizzata anche alla presidente della VI Commissione Carla Fundoni, ai direttori della Asl 8 Aldo Atzori e Alessandro Coni, e alla prefetta Paola Dessì, fotografa una realtà insostenibile. La sigla sindacale definisce l’attuale scenario inaccettabile e pretende l’immediato avvio delle assunzioni. In caso di mancata risposta o di ulteriore immobilismo, i rappresentanti dei lavoratori minacciano il ricorso a ogni forma di protesta consentita dalla legge per arginare questa grave emergenza.

Un polo d’eccellenza attivo senza sosta

Il testo della denuncia ricorda l’importanza strategica di questa struttura medica per il territorio isolano. La Pneumologia del nosocomio cagliaritano rappresenta infatti uno dei soli due centri regionali attrezzati per il ricovero di pazienti acuti, cronici e in regime di terapia semintensiva. Parliamo di una realtà ad altissima complessità clinica, operativa ventiquattr’ore su ventiquattro per 365 giorni all’anno. Con i suoi 28 posti letto accreditati, il reparto registra costantemente tassi di occupazione massimi, accogliendo persone con patologie respiratorie severe che richiedono un monitoraggio continuo e specializzato.

Posti letto in aumento e risposte insufficienti

La carenza di organico ha spinto persino lo stesso direttore del reparto a lanciare l’allarme. Secondo le informazioni raccolte dalla Uil Fp, il primario ha chiesto formalmente un potenziamento immediato del personale o, in alternativa, una riduzione dei posti letto disponibili. Una misura dolorosa ma necessaria per salvaguardare gli standard minimi di qualità e la sicurezza dei pazienti. Le istituzioni, tuttavia, avrebbero ignorato questa richiesta, sollecitando anzi l’aggiunta di altri due posti letto per alleggerire la pressione sui pronto soccorso cittadini. Al momento, la direzione delle Professioni Sanitarie ha disposto soltanto l’invio temporaneo di un solo infermiere e di un operatore sociosanitario. Una toppa del tutto insufficiente a coprire il reale fabbisogno della struttura.

Carichi di lavoro insostenibili per gli operatori

Gli attuali dipendenti in servizio non possono più reggere ritmi così logoranti. Gli stessi operatori hanno scritto di proprio pugno una nota aziendale per evidenziare le condizioni di potenziale pericolo in cui svolgono le proprie mansioni quotidiane. La tipologia dei malati ricoverati richiede un’attenzione costante. La stanchezza accumulata a causa dei doppi turni e della mancanza di riposo aumenta in modo esponenziale il rischio di commettere involontari errori clinici. La Uil Fp della Sardegna giudica gravissimo e pericoloso lo stato in cui versa il reparto ed esprime profondo stupore per l’assenza di interventi strutturali urgenti, promessi a più riprese ma mai attuati.

L’appello finale per evitare il crollo definitivo

Il sindacato chiede adesso un intervento tempestivo, risolutivo e straordinario. La giunta regionale e i vertici della Asl 8 devono sbloccare i concorsi e procedere con la stabilizzazione e l’assunzione di nuove figure professionali. Rinforzare l’organico prima del collasso definitivo costituisce l’unico modo per tutelare la salute pubblica e garantire il diritto alle cure dei cittadini sardi. La mobilitazione resta attiva: senza risposte concrete nei prossimi giorni, i lavoratori incroceranno le braccia.