Farmaci gratis e visite per i più deboli a Cagliari: apre l’ambulatorio di prossimità a Sant’Elia
Inaugurazione dell’ambulatorio di prossimità a Cagliari
Il quartiere cagliaritano di Sant’Elia compie un passo decisivo verso la garanzia del diritto alla salute per tutti i suoi residenti. Con il tradizionale taglio del nastro e un caloroso momento di condivisione tra l’assessora comunale alle Politiche Sociali, Anna Puddu, e il direttore generale della ASL di Cagliari, Aldo Atzori, le autorità locali hanno ufficializzato l’apertura del nuovo Ambulatorio di Prossimità. La struttura sorge all’interno del Centro di quartiere di via Schiavazzi e si propone come un baluardo istituzionale per contrastare l’esclusione medica e sostenere i nuclei familiari che vivono in condizioni di fragilità economica e sociale.
Un avamposto di accoglienza finanziato con i fondi europei
La nascita di questo importante presidio sanitario non costituisce un intervento isolato, ma si inserisce all’interno di una programmazione strategica molto più ampia. La direttrice generale delle Politiche Sociali della Regione Sardegna, Francesca Piras, evidenzia come la struttura rappresenti il primo vero punto di contatto e accoglienza per le persone in difficoltà, un risultato concreto ottenuto grazie ai finanziamenti comunitari del Piano Nazionale Equità Salute. L’obiettivo principale consiste nella creazione di un servizio permanente, capace di eliminare le barriere d’accesso al sistema sanitario e di restituire dignità a un territorio periferico troppo spesso dimenticato dai circuiti assistenziali tradizionali.
La scelta del rione di Sant’Elia risponde a una precisa urgenza sociale. L’assessora Anna Puddu esprime profondo orgoglio per il recupero di un immobile che attendeva da anni interventi di riqualificazione. Il quartiere soffre infatti per la storica assenza di medici di medicina generale e di pediatri di libera scelta, una carenza che aggrava i quadri di vulnerabilità estrema. Molti residenti, a causa di gravi difficoltà economiche, scelgono purtroppo di rinunciare del tutto alle cure mediche essenziali. L’adeguamento strutturale dei locali offre oggi una risposta concreta a questa emergenza, riavvicinando le istituzioni ai bisogni primari della popolazione.
I servizi attivi e i criteri di accesso per le famiglie svantaggiate
Il direttore della ASL, Aldo Atzori, precisa che la nuova struttura non erogherà semplici visite specialistiche ambulatoriali, ma attiverà una vera e propria presa in carico globale della persona. Gli operatori si occuperanno di orientare i pazienti, ricostruire la fiducia nelle istituzioni sanitarie e favorire l’inclusione attraverso una fitta rete di facilitazioni.
Il catalogo delle prestazioni include servizi di assistenza odontoiatrica, interventi di protesica sociale e la distribuzione totalmente gratuita di farmaci essenziali appartenenti alle fasce A e C. Il personale medico aprirà le porte dell’ambulatorio a partire da lunedì 8 giugno. I criteri per l’accesso ai servizi si rivolgono principalmente ai cittadini con un indicatore ISEE inferiore ai 10mila euro, alle persone senza fissa dimora, ai cittadini stranieri in possesso dei codici STP o ENI, agli esenti per reddito e a tutti i soggetti in stato di indigenza certificata.
La rete metropolitana e i futuri sviluppi dell’assistenza
Il progetto pilota di via Schiavazzi anticipa un piano di espansione territoriale ben più ambizioso. La referente del programma PNES, Paola Pirastru, annuncia l’intenzione di replicare il modello attraverso l’apertura di ulteriori punti di assistenza in tutta l’area metropolitana di Cagliari, una zona che accoglie circa l’80 percento dell’utenza complessiva dell’azienda sanitaria.
I promotori intendono potenziare l’offerta assistenziale nei prossimi mesi: oltre alle visite di medicina generale, al supporto specialistico e alle consulenze psicologiche già operative, la struttura integrerà a breve un servizio infermieristico di comunità, consolidando il team multidisciplinare dedicato alla cura dei cittadini meno abbienti.
L’attivazione del presidio di Sant’Elia si inserisce nel quadro generale di riorganizzazione della sanità territoriale sarda, mirata a decongestionare i pronto soccorso cittadini.