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Cagliari, Zedda contro il Governo Meloni: “Non ci aiuta per il lavoro e manda qui i mafiosi”

Febbraio 28, 2026 · Cristian Melis

Massimo Zedda

Sindaco di Cagliari in piazza alla protesta contro i 41 bis in Sardegna

Anche il primo cittadino del capoluogo sardo Massimo Zedda ha preso parte alla mobilitazione organizzata a Cagliari contro la scelta del Governo di destinare all’Isola tre istituti interamente dedicati al regime di 41 bis. Dal palco, il sindaco ha espresso «delusione per la mancanza di aiuti concreti sul fronte dell’occupazione» e ha manifestato «preoccupazione per il rischio di infiltrazioni criminali in Sardegna».

«Ci aspettavamo sostegno per il lavoro»

Nel suo intervento, il sindaco ha richiamato il tema dello sviluppo economico e delle infrastrutture. «Dal Governo ci saremmo aspettati un finanziamento, un sostegno alla rete di connessione tra Cagliari e Sassari, una viabilità tra le migliori», ha dichiarato. Secondo il primo cittadino, l’Isola necessita di investimenti capaci di rafforzare la competitività e creare nuove opportunità.

L’amministrazione comunale avrebbe voluto misure per salvaguardare i posti di lavoro esistenti e generare nuove occasioni per i giovani. «Ci aspettavamo una mano d’aiuto nella direzione della continuità territoriale e dell’attrazione di opportunità occupazionali», ha aggiunto, sottolineando la necessità di politiche di crescita e sviluppo.

Preoccupazione per possibili infiltrazioni

Accanto alla delusione per gli aiuti mancati, il sindaco ha posto l’accento sui profili legati alla sicurezza. «Non ho paura», ha precisato, ma ha ricordato come negli ultimi anni le autorità competenti abbiano segnalato un livello di attenzione elevato sul rischio di infiltrazioni criminali nel territorio sardo.

Il primo cittadino ha fatto riferimento ai dati e alle analisi condivise anche dalla magistratura e dagli organi investigativi regionali, che hanno evidenziato campanelli d’allarme in relazione alla presenza di organizzazioni criminali. In questo contesto, la concentrazione nell’Isola di una quota rilevante di detenuti sottoposti al 41 bis solleva interrogativi sulla gestione complessiva della sicurezza.

Una posizione istituzionale

La partecipazione del sindaco alla manifestazione conferma il carattere istituzionale della protesta. La mobilitazione non riguarda la legittimità del regime di carcere duro, ma la scelta di concentrare in Sardegna una parte significativa del sistema nazionale di massima sicurezza.

Dal palco, il primo cittadino ha ribadito la richiesta di un confronto aperto tra Stato e territorio, con valutazioni preventive sugli impatti economici, sociali e di ordine pubblico. «Servono rispetto e attenzione per la nostra comunità», ha concluso.

La presenza delle istituzioni locali in piazza rafforza il messaggio lanciato alla politica nazionale: la Sardegna chiede investimenti, sviluppo e sicurezza condivisa, non decisioni percepite come calate dall’alto.