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Scavi, restauri e nuove scoperte nella Villa di Tigellio a Cagliari

Maggio 22, 2026 · Cristian Melis

Villa di Tigellio a Cagliari: nuovo piano per il rilancio

L’antico cuore romano del capoluogo sardo si prepara a svelare i suoi segreti più nascosti attraverso un progetto innovativo di archeologia pubblica. Durante la seconda edizione del prestigioso workshop nazionale intitolato “Patrimonio archeologico e paesaggi culturali. Programmi e strategie di ricerca e tutela sul territorio nazionale”, promosso a Roma dall’ISCR (Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro), i riflettori si sono accesi sulle meraviglie storiche dell’isola. Le funzionarie Sabrina Cisci e Elena Romoli, in rappresentanza della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Cagliari, hanno illustrato le tappe fondamentali e i futuri sviluppi legati all’area residenziale di epoca romana del centro cittadino. L’attenzione mediatica e istituzionale conferma la validità delle nuove strategie per la Villa di Tigellio a Cagliari: nuovo piano per il rilancio culturale del sito.

Questo importante momento di confronto scientifico ha permesso di tracciare un bilancio estremamente positivo delle attività già concluse e di programmare le fasi successive di un intervento che promette di restituire decoro e centralità a un monumento straordinario.

La rimozione della vecchia passerella e le nuove scoperte

Il piano di recupero ha preso il via nel corso del 2025, grazie a un mirato finanziamento ministeriale stanziato dalla Direzione generale ABAP Servizio II. Questa prima tranche di risorse ha permesso di eseguire una radicale e meticolosa pulizia di tutta l’area archeologica, invasa nel tempo dalla vegetazione spontanea. L’intervento più evidente e atteso ha riguardato però la completa rimozione della vecchia passerella lignea che, a causa del pessimo stato di conservazione e della prolungata usura del tempo, comprometteva la sicurezza del sito e l’estetica generale delle strutture romane.

La liberazione del terreno dalle vecchie sovrastrutture ha regalato un’importante sorpresa agli esperti della Soprintendenza. I lavori di pulizia hanno infatti evidenziato una serie di stratigrafie archeologiche di grandissimo interesse scientifico. Questi strati di terreno, rimasti intatti sotto le vecchie strutture moderne, custodiscono un patrimonio prezioso di informazioni storiche sull’evoluzione edilizia, sulla vita quotidiana e sulle diverse fasi di frequentazione del complesso residenziale romano, consentendo inoltre di tracciare un itinerario di visita completamente inedito.

Il Comune finanzia la messa in sicurezza e i nuovi scavi

In perfetta continuità con i risultati conseguiti dal ministero, il Comune di Cagliari ha confermato la volontà di investire risorse fresche per completare l’opera. L’amministrazione comunale si dichiara pronta a stanziare un nuovo finanziamento straordinario che entrerà immediatamente in circolo. Il progetto, curato interamente dagli specialisti della Soprintendenza di Cagliari, prevede la messa in sicurezza immediata del nuovo itinerario pedonale appena individuato, garantendo la totale accessibilità e l’incolumità dei futuri fruitori dello spazio archeologico.

Il nuovo pacchetto di investimenti non si limiterà alla sola manutenzione, ma finanzierà una campagna organica di scavi stratigrafici mirati, interventi di restauro conservativo delle murature storiche e delle pavimentazioni, oltre alla stabilizzazione complessiva di tutto il compendio monumentale.

Un cantiere aperto ai cittadini per seguire i restauri

La vera svolta gestionale risiede tuttavia nella formula scelta per la fruizione dell’area. L’amministrazione e la Soprintendenza intendono trasformare l’area archeologica in un vero e proprio “cantiere aperto” alla cittadinanza e ai flussi turistici. I visitatori avranno l’opportunità unica di varcare i cancelli del sito e seguire dal vivo, passo dopo passo, le delicate fasi del processo di scavo, pulizia e restauro dei reperti, dialogando direttamente con gli archeologi e i restauratori all’opera.

Questa strategia di condivisione della cultura mira ad aumentare il senso civico e il legame identitario della popolazione con il proprio patrimonio storico. La trasformazione dell’antico complesso residenziale in un laboratorio vivo inserisce la città all’interno delle più moderne linee guida europee in materia di valorizzazione dei beni culturali.