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Capoterra

Blitz della Forestale a Capoterra, scoperto un inceneritore abusivo di rifiuti pericolosi in un’officina

Giugno 27, 2026 · Paolo Rapeanu

Blitz della Forestale a Capoterra: sequestrata maxi officina per smaltimento illecito e roghi tossici di rifiuti pericolosi

La determinazione nel contrasto ai crimini ambientali in Sardegna segna un nuovo, importante successo. Le attività di controllo del territorio e di repressione degli illeciti portate avanti dal Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale (CFVA) continuano a dare frutti significativi, a tutela della salute pubblica e dell’inestimabile patrimonio naturale dell’isola. L’ultimo importante blitz in ordine di tempo è stato messo a segno nella giornata del 24 giugno 2026, quando il personale specializzato della Stazione Forestale di Uta ha dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo, emesso in via d’urgenza dal Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) del Tribunale competente.

L’operazione si è concentrata nella periferia rurale del comune di Capoterra, precisamente nella località di Sa Guardia Lunga. Qui, gli investigatori del Corpo Forestale, a seguito di una mirata attività di osservazione e di intelligence territoriale, hanno fatto irruzione all’interno di una vasta proprietà privata, interamente recintata e apparentemente insospettabile, al cui interno si trovavano diversi capannoni industriali strutturati e adibiti all’attività continuativa di officina meccanica e carrozzeria.

Il sopralluogo e la scoperta dei roghi tossici in diretta

Nel corso del dettagliato sopralluogo effettuato all’interno del perimetro aziendale, il personale del CFVA ha accertato la reiterata e sistematica pratica illegale dello smaltimento di rifiuti speciali. La gravità della situazione è apparsa immediatamente evidente agli occhi degli agenti quando si sono trovati di fronte a un enorme fusto di ferro utilizzato come un vero e proprio inceneritore rudimentale. Al momento del blitz, il contenitore metallico era ancora visibilmente fumante, segno tangibile di una combustione avvenuta pochissimi istanti prima dell’arrivo delle forze dell’ordine.

All’interno del bidone e nelle sue immediate adiacenze, i ranger della Forestale hanno individuato i residui di materiali tossici derivanti direttamente dalle quotidiane lavorazioni della carrozzeria. Tra i rifiuti dati alle fiamme spiccavano fusti metallici di diluente per verniciature, contenitori di plastica, bottiglie e matasse di cavi elettrici ancora fusi. Questo metodo di smaltimento, sbrigativo quanto criminale,utilizzato stabilmente per evitare i costi legati alle corrette procedure di conferimento e tracciabilità dei rifiuti industriali, che per legge devono essere affidati a ditte specializzate e autorizzate.

Sigilli a una maxi area: i numeri del sequestro a Sa Guardia Lunga

L’azione repressiva guidata dagli uomini della stazione di Uta è stata implacabile e ha permesso di cristallizzare una situazione di grave pericolo.

I sigilli di sequestro preventivo sono scattati per un’area complessiva stimata in circa 7000 metri quadri, superficie che comprende anche i piazzali esterni.

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Oltre al terreno e alle strutture collegate, il personale del Corpo Forestale ha posto sotto sequestro giudiziario un quantitativo di circa 6 metri cubi di materiali già parzialmente combusti, ceneri e scorie metalliche pesanti, accumulatisi nel tempo sul terreno nudo e privo di qualsiasi sistema di impermeabilizzazione contro il percolamento delle sostanze nocive nel sottosuolo. Il titolare dell’attività, un uomo ultrasessantenne residente a Capoterra, è stato immediatamente identificato e denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari. L’imprenditore dovrà ora rispondere dei pesanti reati di gestione e smaltimento illecito di rifiuti, un quadro accusatorio reso ancora più severo dall’aggravante della natura pericolosa delle sostanze trattate e dall’utilizzo del fuoco come metodologia illegale di eliminazione degli scarti.