Statale 195, sindaco di Capoterra: “Cartelli e ecologisti integralisti non bastano a evitare morti”
L’urlo del sindaco di Capoterra: “La Statale 195 non sarà mai tutta sicura”
“La Statale 195 non sarà mai tutta sicura”. Un duro atto d’accusa contro la morsa della burocrazia e un appello accorato per la messa in sicurezza della Statale 195, l’arteria vitale che collega Cagliari a Pula.
Il sindaco di Capoterra, Beniamino Garau, a poche ore dalla morte del concittadino 20enne, Paolo Garau (morto nel tratto di Pula in un tremendo scontro scooter-camper) solleva una polemica destinata a far discutere, ponendo un quesito drammatico sul bilanciamento tra la tutela del paesaggio e l’incolumità pubblica.
“L’integralismo ambientalista e la miopia della burocrazia devono davvero prevalere sulla sicurezza dei cittadini?”, si domanda polemicamente il primo cittadino.
L’occasione del bilancio coincide con un parziale avanzamento dei lavori: giovedì prossimo, infatti, il cantiere del nuovo tratto della 195 arriverà finalmente all’altezza del consorzio industriale.
Un traguardo atteso, che tuttavia rischia di lasciare irrisolto il problema principale, poiché il resto dell’arteria rimarrà esattamente nelle condizioni attuali.
Per Garau, la questione ha una forte rilevanza anche personale e drammatica. Proprio su quella strada, nel 2021, il sindaco rimase coinvolto in un gravissimo incidente stradale: “Un impatto a cui sono sopravvissuto per miracolo”, ricorda con amarezza. Eppure, nonostante i precedenti e i rischi oggettivi, quel tratto non sarà oggetto di interventi.
Il motivo risiede nei rigidi vincoli paesaggistici legati alla vicina laguna: “La strada mai toccata solo per non sfiorare nemmeno mezzo metro di laguna, bloccando una modifica di cui questa arteria avrebbe un disperato bisogno”.
Le critiche del sindaco entrano nel dettaglio delle decisioni tecniche che hanno penalizzato il territorio. Non sono state previste bretelle di collegamento, bocciate due importanti rotonde originariamente progettate nella zona di Conti Vecchi.
Le motivazioni dello stop burocratico appaiono a Garau paradossali: “Una rotatoria è stata respinta perché considerata troppo vicina ad alcune case storiche”.
E l’altra? “Bocciata poiché lo svincolo avrebbe richiesto l’allargamento della carreggiata esistente di appena un metro”.
Una rigidità che, secondo l’amministrazione, espone gli automobilisti a rischi continui: “Prima o poi quella stessa strada potrebbe essere nuovamente spazzata via dalle intemperie”.
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Oltre al tema della sicurezza strutturale, emerge con forza il problema dell’isolamento e della carenza di collegamenti per i pendolari e i residenti. “I cartelli stradali da soli non salvano nessuno”, incalza Garau, evidenziando una storica carenza nei servizi di mobilità locale.
“Siamo fortemente penalizzati, non abbiamo nemmeno un servizio di trasporto come Ctm o l’Arst, dopo le 21 Capoterra è isolata”.