Maxi piantagione di cannabis a Dolianova: 10mila piante nei capannoni, due arresti
Maxi piantagione di cannabis scoperta a Dolianova con 10mila piante sequestrate
Una vasta coltivazione illegale di cannabis nascosta nelle campagne di Dolianova emerge grazie a un’articolata attività investigativa dei Carabinieri. I militari individuano una struttura composta da quattro grandi capannoni e scoprono al loro interno circa 10mila piante di canapa indiana, ormai prossime alla raccolta. L’operazione rappresenta uno dei risultati più rilevanti degli ultimi mesi nella lotta contro la produzione e il traffico di sostanze stupefacenti nel territorio del Sud Sardegna.
Le voci del paese fanno partire le indagini
L’inchiesta nasce da una serie di segnalazioni raccolte nel tempo dai carabinieri della Stazione di Dolianova. La profonda conoscenza del territorio consente agli investigatori di cogliere alcuni movimenti anomali registrati in una zona rurale apparentemente tranquilla. Le informazioni provenienti dalla comunità locale indirizzano l’attenzione dei militari verso un’area agricola specifica.
Da quel momento prendono forma diversi servizi di osservazione e monitoraggio. I controlli permettono di verificare le segnalazioni e di individuare con precisione il punto in cui sorge la coltivazione. Gli accertamenti raccolgono elementi ritenuti determinanti e preparano il terreno per l’intervento operativo.
Il blitz nei quattro capannoni
Nella serata di ieri scatta il blitz coordinato dal Comando Provinciale dei carabinieri di Cagliari. All’operazione partecipano i militari del Nucleo Investigativo, quelli della Compagnia di Dolianova e gli specialisti dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Sardegna” di Abbasanta.
L’ingresso nei capannoni rivela immediatamente la portata dell’attività illecita. Gli investigatori trovano circa 10mila piante di cannabis, con un’altezza compresa tra 150 e 180 centimetri. Lo stato avanzato di maturazione lascia ipotizzare una produzione pronta per entrare nel mercato illegale nel giro di poco tempo.
La struttura appare organizzata in modo capillare e sviluppata per sostenere una coltivazione su larga scala. I militari documentano ogni dettaglio e avviano le procedure previste per il sequestro dell’area.
Due uomini fermati sul posto
Durante l’operazione i carabinieri sorprendono due uomini all’interno della proprietà. Gli investigatori attribuiscono a entrambi un ruolo nella gestione della piantagione.
Si tratta di un agricoltore cinquantenne residente a Dolianova e di un pastore cinquantottenne di Pimentel, entrambi già conosciuti dalle forze dell’ordine. Gli accertamenti portano alla contestazione dell’ipotesi di reato legata alla produzione di sostanze stupefacenti.
Dopo le formalità di rito, l’autorità giudiziaria dispone la custodia cautelare in carcere. Gli indagati raggiungono quindi la casa circondariale di Uta a disposizione della magistratura.
Scattano gli esami del RIS
L’intera piantagione e i quattro capannoni entrano sotto sequestro. Nelle prossime ore il personale specializzato del Reparto Investigazioni Scientifiche effettuerà campionamenti e analisi tecniche per definire le caratteristiche qualitative dello stupefacente.
Gli esami consentiranno di stabilire il livello di principio attivo presente nelle piante e di fornire ulteriori elementi utili all’inchiesta. Gli investigatori puntano inoltre a ricostruire eventuali collegamenti con reti di distribuzione o altri soggetti coinvolti nell’attività.
Controllo del territorio decisivo
L’operazione conferma l’importanza del controllo costante delle aree rurali e della collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine. Le informazioni raccolte sul territorio, unite all’attività investigativa, permettono di individuare realtà criminali che spesso tentano di sfruttare zone isolate per sviluppare coltivazioni illegali.
Il sequestro di Dolianova si inserisce in un più ampio quadro di contrasto al traffico di droga portato avanti quotidianamente dai carabinieri. La presenza capillare delle pattuglie e il legame con le comunità locali continuano a rappresentare strumenti fondamentali per individuare attività sospette e interrompere filiere illegali prima che raggiungano il mercato.