Valerio Saba suicida a Guspini dopo le accuse di pedofilia, Saviano: “Squadrismo digitale”
Tragedia di Guspini: lo scrittore Saviano racconta la morte di Valerio Saba
“Valerio Saba aveva 28 anni. Era un ragazzo timido, di quelli che si coprono la bocca quando sorridono, come se anche la gioia dovesse chiedere permesso. Si svegliava all’alba per lavorare nei mercati. Viveva a Guspini, nel sud della Sardegna.”
La vita di Valerio scorreva tranquilla finché, all’inizio di gennaio 2023, il telefono iniziò a vibrare senza sosta. “Notifiche. Insulti. Accuse.” Valerio divenne il bersaglio di una gogna digitale. Il testo che racconta la sua storia è scritto da Roberto Saviano, che ne evidenzia la crudeltà e la rapidità con cui le menzogne online possono distruggere una vita. e giornalista italiano noto a livello internazionale per le sue inchieste sulla criminalità organizzata. Autore di numerosi libri, tra cui Gomorra, Saviano indaga fenomeni sociali e culturali complessi, spesso denunciando violenze, ingiustizie e abusi, anche attraverso la stampa e i social media.
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L’accusa e la diffusione virale
“Tutto parte da un post. Un uomo scrive che qualcuno ha tentato di adescare suo figlio, un bambino di 7 anni. Dice di essere andato dai Carabinieri, ma in caserma non ha trovato nessuno. Allora scrive sui social.”
In breve tempo, il nome, l’auto e persino la targa di Valerio circolarono online. Altri genitori aggiunsero accuse false: “Si è denudato davanti a mio figlio… Anche davanti a mia figlia, una bambina di 11 anni.” L’odio raggiunse la famiglia: “Bambino, ricordami il numero della targa”, disse la madre, senza sapere che Valerio era innocente.
La tragedia e l’impossibilità di difendersi
Nonostante il GPS dell’auto dimostrasse la sua innocenza, Valerio non riuscì a fermare le menzogne. “Ciao mamma, scusami per tutto e per le poche parole, ma ti voglio un mondo di bene, sei la migliore”, scrisse in un ultimo messaggio, lasciando anche il PIN del bancomat.
La gogna digitale trasformò la vita di Valerio in un inferno. Saviano sottolinea: “La gogna non è giustizia. È violenza che si traveste da moralità. Non cerca la verità. Cerca vittime.”