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Emergenza a Santa Margherita di Pula, liquami alla Perla Marina: scatta il divieto di balneazione

Luglio 4, 2026 · Cristian Melis

Divieto di balneazione a Pula

Mare inquinato a Pula: controlli e divieti

Una pesante emergenza ambientale colpisce uno dei litorali più frequentati e prestigiosi del sud della Sardegna, proprio nel pieno della stagione turistica. Il Comune di Pula ha emesso un provvedimento drastico e urgente per vietare la balneazione e il transito delle persone in un tratto specifico della rinomata costa di Santa Margherita. Il documento sindacale nasce in seguito alla scoperta di una situazione di potenziale pericolo per la salute pubblica, riscontrata direttamente dagli agenti della Polizia Locale durante i quotidiani pattugliamenti sul territorio costiero. Questo improvviso caso di mare inquinato a Pula novità su controlli e divieti sul litorale accende i riflettori sulla fragilità del patrimonio marino isolano.

L’amministrazione comunale ha attivato immediatamente le procedure di sicurezza previste dal Testo Unico degli Enti Locali. Gli uffici posizioneranno appositi cartelli informativi e transenne per delimitare l’area interdetta, garantendo la massima visibilità ai bagnanti e ai residenti della zona.

Il blitz della Polizia Locale in via delle Ore

La criticissima situazione ambientale è emersa a seguito di un sopralluogo approfondito effettuato dagli agenti di Polizia Giudiziaria del Corpo di Polizia Locale di Pula. I verbali ufficiali, registrati al protocollo dell’Ente al numero 16395, descrivono uno scenario preoccupante nel tratto di spiaggia della località di Santa Margherita situato esattamente di fronte a via delle Ore, nei pressi della Comunione denominata “La Perla Marina”.

I vigili urbani hanno accertato un evidente e preoccupante sversamento di liquami maleodoranti. Il liquido, di colore grigio scuro e di origine ancora non identificata, ha invaso la sabbia raggiungendo lo specchio d’acqua antistante. La presenza di queste sostanze ha fatto scattare l’allarme immediato per il potenziale pericolo biologico sia per l’ambiente marino sia per la salute dei bagnanti che affollano la spiaggia.

In merito ai recenti eventi sul litorale, il sindaco Walter Cabasino illustra le azioni tempestive intraprese dall’amministrazione e spiega come la Polizia Locale sia intervenuta sul posto lo scorso 27 giugno per effettuare i rilievi e avviare le indagini volte ad accertare le responsabilità, mantenendo il massimo riserbo investigativo sul caso.

I dettagli dell’ordinanza e le sanzioni per i trasgressori

Il provvedimento sindacale impone il divieto temporaneo assoluto di balneazione e di transito pedonale nella porzione di spiaggia interdetta. La restrizione rimarrà in vigore fino al totale ripristino delle condizioni di normalità e igiene, che il Comune attesterà con una successiva ordinanza di revoca. L’ordinanza concede il diritto di accesso all’area esclusivamente agli enti istituzionali competenti per lo svolgimento delle necessarie attività di monitoraggio ambientale, imponendo comunque l’adozione di tutte le cautele di legge.

Il Comune affida l’esecuzione del blocco all’installazione di idonea segnaletica fissa con cartelli riportanti il simbolo grafico di divieto e la dicitura chiara “divieto di balneazione”. La Polizia Locale di Pula, la Stazione dei Carabinieri, la Compagnia Barracellare e la Capitaneria di Porto di Cagliari riceveranno il mandato di sorvegliare l’area, accertare le violazioni e irrogare le pesanti sanzioni previste dalla normativa vigente a chiunque violi i sigilli.

Il primo cittadino ribadisce che la priorità assoluta dell’ente rimane la sicurezza e per questo motivo l’amministrazione ha emanato l’ordinanza sindacale di divieto nel tratto interessato, così da tutelare l’incolumità dei bagnanti.

L’intervento dell’Arpas e i sigilli alla ditta responsabile

La risoluzione definitiva del problema dipende ora dagli accertamenti di laboratorio e dai provvedimenti coercitivi contro i responsabili della condotta illecita. Gli esperti dell’Arpas Sardegna di Cagliari hanno ricevuto l’incarico di eseguire i campionamenti chimico-batteriologici per stabilire l’esatta natura e la composizione chimica del fluido grigio sversato sulla spiaggia. I tecnici hanno formalizzato i primi riscontri nel verbale ufficiale numero 16964 del primo luglio.

Il sindaco Cabasino evidenzia inoltre come gli uffici abbiano attivato immediatamente gli enti competenti, precisando che i tecnici dell’ARPAS hanno effettuato i campionamenti il primo luglio e che il giorno successivo l’amministrazione ha emesso una seconda ordinanza per obbligare i responsabili al ripristino immediato dello stato dei luoghi.

Questo secondo provvedimento ingiunge formalmente al legale rappresentante della persona giuridica ritenuta responsabile dello sversamento di intervenire tempestivamente. La ditta ha l’obbligo di provvedere, entro il termine perentorio di dieci giorni, all’avvio a recupero o allo smaltimento di tutti i rifiuti rinvenuti sul litorale e di quelli eventualmente occultati, ripristinando interamente lo stato dei luoghi nel rispetto delle norme a tutela del demanio marittimo e del Codice dell’Ambiente. Il mancato rispetto di questa intimazione farà scattare la denuncia penale ai sensi dell’articolo 650 del Codice Penale.

Il Comune ha provveduto a trasmettere tutti gli atti formali alle autorità sanitarie, giudiziarie e di controllo, estendendo la notifica alla Prefettura, all’ASL, agli Assessorati Regionali della Difesa dell’Ambiente e degli Enti Locali, oltre che al Nucleo Operativo Ecologico (Noe) dei Carabinieri e al Corpo Forestale. Il primo cittadino conclude spiegando che l’amministrazione attende gli esiti definitivi degli accertamenti e che il Comune monitora la situazione giorno per giorno, dichiarandosi pronto a intraprendere ogni ulteriore azione per difendere la salute pubblica e salvaguardare il patrimonio marittimo di Pula.