ADV · Top header fisso728×90 / 320×50

Cagliari NewsPROTOTIPO v1

Cagliari | Ultime notizie ed eventi da Cagliari

ADV · Header ADV menu728×90
ADV · Billboard header970×250 / 300×250
Quartu S. Elena

Murale realizzato su un fortino storico a Quartu, cancellata l'”opera” di Manu Invisible

Da Divella a "pivella" l'ironia sul marchio di pasta crea più indignazione che risate. E, nel giro di pochi giorni, il muro ritorna bianco

ADV · Prima del contenuto728×90 / 300×250

Quartu, lo scandalo del murale sul fortino storico

Ci sono voluti mesi di pianificazione silenziosa, il tocco di una bomboletta celebre e una notte di lavoro per accendere il dibattito.

ADV · In content (ogni 2 paragrafi)336×280

Poi sono bastati un secchio di vernice bianca, un rullo e mezza giornata di pulizie per spegnerlo.

A Quart, la parabola dell’ultima opera dello street artist Manu Invisible si è consumata alla velocità di un post sui social network: nata nell’ironia, cresciuta nell’indignazione e morta, infine, nel ritorno all’anonimato del cemento armato.

ADV · In content (ogni 2 paragrafi)336×280

Al centro della contesa, un fortino militare della Seconda Guerra Mondiale situato sul litorale, uno di quei “simulacri” di storia bellica che costellano la costa meridionale della Sardegna.

Su quella superficie ruvida e segnata dal tempo, l’artista mascherato aveva impresso la sua ultima provocazione, giocando sul filo del rasoio tra satira commerciale e dissacrazione storica. Un gioco di parole visivo: il celebre marchio della pasta “Divella” trasformato, con lo stesso font e gli stessi colori d’ordinanza, in un ben più nostrano e gergale “Pivella”.

ADV · In content (ogni 2 paragrafi)336×280

L’obiettivo dell’artista era chiaro: ironizzare sulle dinamiche di genere, sui linguaggi giovanili o forse, più semplicemente, decostruire l’immaginario dei grandi brand industriali calandoli nel contesto locale. Ma l’ironia, si sa, è una lingua che non tutti parlano allo stesso modo. E se nelle intenzioni dell’autore il pezzo avrebbe dovuto strappare una risata o stimolare una riflessione sulla pop-art di periferia, l’effetto ottenuto sull’opinione pubblica e sulle autorità è stato diametralmente opposto. Quella scritta non ha fatto ridere quasi nessuno. Ha fatto arrabbiare, invece, moltissimi.

LEGGI ANCHE: A Quartu un murale tira l’altro, ecco i fenicotteri a passeggio nell’oasi di Molentargius

La memoria storica contro la bomboletta

Il vero punto di rottura non è stato il contenuto della scritta, né il richiamo al noto pastificio pugliese. A far saltare sulla sedia storici, associazioni culturali e residenti è stato il supporto scelto. I fortini della Seconda Guerra Mondiale, formalmente noti come “bunker” o “postazioni difensive”, non sono semplici muri abbandonati. Sono, a tutti gli effetti, reperti di archeologia militare.

ADV · Fine articolo336×280
ADV · Paywall fine articolobox paywall (after .entry-tags)
ADV · After content (engagement)box canali Telegram/WhatsApp/Google News