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Sardegna

Aeroporti sardi, scontro sulla fusione unica: “La Regione non consegni le chiavi di casa ai privati”

Marzo 20, 2026 · Paolo Rapeanu

Fusione aeroporti sardi 2026, parla Alessandra Zedda

Il progetto di fusione tra gli aeroporti sardi di Cagliari, Alghero e Olbia, previsto entro l’anno in corso, il 2026, continua a sollevare polveroni politici. A intervenire con decisione nel dibattito sulla fusione aeroporti Sardegna 2026 è Alessandra Zedda, consigliera comunale a Cagliari per il gruppo Lega-Anima di Sardegna. La posizione è netta: sì alla collaborazione con i privati, ma a patto che la Regione Sardegna mantenga saldamente in mano il timone del comando.

“Non si consegnano le chiavi a uno sconosciuto”
Con una metafora efficace, la consigliera Zedda mette in guardia dai rischi di una privatizzazione eccessiva: “Consegnare le chiavi di casa propria a uno sconosciuto non è mai un affare, neppure quando la promessa è trasformarla in una reggia”. Secondo l’esponente della Lega, il trasporto aereo non è un semplice business, ma un servizio essenziale e strategico, paragonabile all’acqua o alla sanità, e come tale va tutelato dalla speculazione.

Le richieste: gara pubblica e patti parasociali
Alessandra Zedda contesta l’attuale percorso di integrazione, auspicando una maggiore trasparenza e garanzie per il pubblico:

No al monopolio: La regia dei tre scali deve essere unica per motivi di efficienza, ma non deve trasformarsi in un monopolio privato.

Ruolo della Regione: L’ente regionale deve obbligatoriamente conservare una partecipazione maggioritaria e blindare i diritti dei cittadini attraverso rigidi patti parasociali.

Partecipazione dei Comuni: Va ripensato il coinvolgimento attivo dei comuni in cui insistono gli scali, per garantire che le ricadute sul territorio siano reali.

Il caso Cagliari: “Lo scalo è in ottima salute
Un passaggio fondamentale dell’intervento riguarda l’aeroporto di Elmas. “L’aeroporto di Cagliari è in ottima salute da anni», sottolinea Zedda, rigettando l’idea che esistano diseconomie tali da giustificare operazioni frettolose. Il timore espresso è che lo scalo cagliaritano, vero hub per il Mediterraneo, possa essere utilizzato per “realizzare business sulle spalle dei sardi”.

Il diritto alla mobilità come priorità
Per la consigliera Zedda, gli scali rappresentano l’infrastruttura immateriale insostituibile per garantire il diritto alla mobilità. Decisioni “superficiali e veloci” in questa fase potrebbero rivelarsi letali per il futuro dei collegamenti dell’Isola con il resto del mondo. L’appello finale è rivolto alla Giunta regionale e agli enti competenti affinché si addivenga a una scelta di equilibrio, dove il mix pubblico-privato non penalizzi i sardi.

La questione della fusione aeroporti Sardegna 2026 resta dunque al centro dell’agenda politica isolana, tra la necessità di attrarre investimenti e l’esigenza vitale di non perdere il controllo su quella che è, a tutti gli effetti, la principale porta d’accesso della Sardegna.