Sos inquinamento a Guspini: sbloccato il piano per ripulire il fiume dai veleni a Montevecchio
Al via la bonifica delle acque alla miniera di Montevecchio a Guspini: il piano
Il risanamento ambientale dei vecchi territori minerari compie finalmente un passo avanti decisivo, unendo idealmente le competenze tecniche del capoluogo con le necessità urgenti del territorio isolano. La Giunta regionale, seguendo la linea della neo-assessora della Difesa dell’Ambiente Rosanna Laconi, ha approvato una delibera fondamentale per accelerare le operazioni di salvaguardia ecologica. L’esecutivo ha stabilito che il progetto della società in house Igea S.p.A. non richiederà un’ulteriore e lunghissima procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), né le successive fasi della Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA). Questa decisione strategica taglia drasticamente i tempi burocratici, consentendo l’avvio immediato di un cantiere vitale per la salute della Sardegna.
La mappa dei veleni sotterranei e l’investimento
I lavori sul campo si concentreranno nella macroarea di Montevecchio Ponente, nel territorio comunale di Guspini. Questo intervento rappresenta un tassello preliminare e del tutto indispensabile per pianificare la definitiva bonifica delle acque a guspini e cagliari, all’interno del perimetro del Sito di Interesse Nazionale (SIN) del Sulcis Iglesiente Guspinese. L’area soffre da decenni per una gravissima criticità: le acque sotterranee fortemente contaminate fuoriescono costantemente dalla vecchia Galleria Fais, riversandosi direttamente nel letto del Riu Irvi e minacciando l’intero ecosistema vallivo.
Per neutralizzare questa minaccia, la Regione ha stanziato un investimento cospicuo, pari a 1,2 milioni di euro, gestito in stretta sinergia con gli uffici centrali del capoluogo. Le risorse serviranno a finanziare una serie di prove di pompaggio della durata massima di 30 giorni. Questo mese di test sul campo permetterà ai tecnici di verificare l’esatto comportamento della falda acquifera e valutare l’efficacia dell’abbassamento del livello idrico sotterraneo. Quindi di monitorare costantemente la qualità dei liquidi. E di acquisire i dati geologici necessari per redigere il progetto esecutivo di risanamento.
I controlli e il parere favorevole del Genio Civile
L’accelerazione burocratica non cancella comunque il rigore dei controlli scientifici. Durante la fase istruttoria, gli uffici regionali hanno raccolto i pareri e i contributi di tutti gli organismi competenti, inclusi il Servizio Tutela del Paesaggio, la Soprintendenza e il Genio Civile. I tecnici di Igea hanno dovuto integrare la documentazione iniziale. Recependo tutte le severe prescrizioni formulate dalle autorità di controllo che operano nelle sedi istituzionali di Cagliari.
La svolta decisiva è arrivata con il parere favorevole del Genio Civile, giunto solo dopo l’individuazione di un punto di scarico completamente nuovo e più sicuro per le acque sottoposte a depurazione. Le accurate verifiche degli esperti confermano il carattere temporaneo delle attività. I macchinari non sottrarranno acqua per scopi agricoli o industriali e non provocheranno impatti negativi sull’ambiente circostante. Un impianto tecnologico tratterà e depurerà ogni litro di acqua emunta prima della sua immissione nei canali naturali, garantendo il pieno rispetto dei parametri di legge. Una volta concluse le prove, gli operai rimuoveranno le installazioni provvisorie, lasciando l’area in condizioni di totale sicurezza.
La restituzione dei siti minerari alle comunità sarde
L’assessora Rosanna Laconi rivendica l’importanza della delibera, definendo il provvedimento un perfetto connubio tra rigore ingegneristico e massima tutela degli ecosistemi. L’obiettivo della Regione punta a risolvere in modo strutturale un problema che l’isola si trascina dietro da troppi anni. Superando la logica dei continui rinvii che bloccavano lo sviluppo delle comunità locali.
La Sardegna intende accompagnare con la massima fermezza il recupero delle sue storiche aree minerarie dismesse. La bonifica del sito apre una stagione di grandi scommesse green per il sud dell’isola. Con l’ambizione di restituire ai territori zone bonificate, sicure e pronte per ospitare nuovi progetti di turismo sostenibile e archeologia industriale, rilanciando l’economia dell’intera provincia.