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Sardegna

Spiagge in pericolo a Sarroch: ripascimento per salvare Porto Columbu e Perd’e Sali

Giugno 29, 2026 · Cristian Melis

Porto Columbu

Erosione della costa a Porto Columbu Perd’e Sali: il piano

Erosione della costa a Porto Columbu Perd’e Sali: il piano. Il mare avanza senza sosta e minaccia da vicino le abitazioni di Sarroch. L’analisi storica della linea di riva mostra un quadro preoccupante: dal 1954 a oggi la spiaggia ha perso tra i 20 e i 35 metri di ampiezza. Questo significa che la costa arretra a un ritmo costante di circa 50 centimetri ogni anno. La presenza del centro abitato, sorto a partire dagli anni Settanta proprio a ridosso dell’arenile, aggrava il problema e richiede misure urgenti. Per risolvere questa emergenza, la programmazione regionale mette in campo un investimento importante da 1,3 milioni di euro volto a fermare l’erosione della costa a Porto Columbu e Perd’e Sali e a mettere in sicurezza le infrastrutture. Il progetto realizzato dal Comune di Sarroch, attende il via libera dell’assessorato regionale alla Difesa dell’Ambiente.

La storia di un disequilibrio ambientale

I tecnici individuano le cause di questo fenomeno in fattori ben precisi. Il clima ondoso medio spinge la costa verso l’interno, ma la vera criticità deriva dalla mancanza di nuovi sedimenti. In passato, un piccolo corso d’acqua che scendeva dal monte Mereu garantiva il naturale apporto di sabbia, mantenendo il litorale in un perfetto equilibrio dinamico. Tra gli anni Cinquanta e Settanta, la trasformazione di quelle terre incolte in un comprensorio agricolo ha interrotto il corso del torrente. Questo intervento antropico ha causato un crollo immediato dei volumi di sedimento, provocando la perdita del 30% della spiaggia ancora prima dell’edificazione del centro urbano di Perd’è Sali.

Le sei barriere parallele costruite nei primi anni Duemila hanno rallentato il fenomeno, ma non lo hanno arrestato del tutto. In alcuni punti critici, le onde colpiscono ormai le recinzioni esterne delle case, costringendo i residenti a installare difese radenti di emergenza. Un recente pennello inserito tra il 2004 e il 2008 ha creato un accumulo di sabbia a monte, ma ha purtroppo accentuato il fenomeno erosivo a valle, peggiorando la situazione nei pressi della località di Su Stangioni.

Otto nuovi pennelli e una barriera per bloccare le onde

Il nuovo progetto esecutivo prevede una vera e propria rivoluzione protettiva per il litorale. Gli ingegneri hanno progettato otto pennelli in pietra perpendicolari alla costa, a cui si aggiungerà un ulteriore braccio da innestare direttamente sul molo di sottoflutto del porto turistico. Le scogliere avranno una struttura solida: una parte ancorata a terra lunga tra i 5 e i 10 metri e una parte soffolta che scenderà in acqua fino a una profondità compresa tra 1 e 2 metri.

Insieme ai pennelli, il cantiere prevede la nascita di una nuova barriera parallela lunga 96 metri, che i tecnici posizioneranno in linea con quelle già esistenti per proteggere il tratto più vulnerabile della costa. I lavori richiederanno circa 21.000 tonnellate di massi. I progettisti scelgono le vicine cave di Monte Arrubiu per l’approvvigionamento dei materiali, una decisione strategica che riduce i chilometri di percorrenza dei camion e abbatte l’impatto ambientale sul traffico locale.

Il ripascimento della spiaggia con la sabbia del porto

L’intervento non si limita alla costruzione di scogliere protettive. Il piano include un’operazione strategica di dragaggio dei fondali vicino all’imboccatura del porto turistico. Una draga stazionaria aspirerà circa 4.500 metri cubi di sedimento sabbioso per pomparlo direttamente sulle zone più svantaggiate dell’arenile attraverso lunghe tubazioni.

Questo sistema di ripascimento morbido restituirà spessore a un tratto di costa lungo 350 metri. Le analisi di laboratorio confermano la totale compatibilità tra la sabbia prelevata dal porto e quella della spiaggia di destinazione. Secondo i calcoli dei tecnici, questa operazione garantirà un avanzamento immediato della linea di riva di circa 5 metri, creando un cuscinetto naturale che assorbirà l’energia delle mareggiate prima che queste raggiungano i muri delle case.

Le misure per proteggere la natura durante i lavori

Un’opera di questa portata richiede una grandissima attenzione per l’ambiente circostante. I progettisti assicurano che tutti gli impatti del cantiere avranno un carattere temporaneo e reversibile. Le ditte appaltatrici utilizzeranno macchinari omologati di ultima generazione, motori insonorizzati e attrezzature gommate anziché cingolate per contenere l’inquinamento acustico. I lavori si svolgeranno esclusivamente nelle ore diurne. Per evitare il sollevamento di polveri, i camion copriranno i carichi con teli impermeabili e le squadre operative bagneranno costantemente le piste di cantiere tramite autobotti.

Il rischio di torbidità dell’acqua marina rappresenta un altro elemento monitorato con attenzione. Gli operai eseguiranno lo sversamento della sabbia solo in condizioni di mare calmo, una scelta che favorisce la rapida precipitazione dei granelli sul fondale duro della baia. Dove necessario, il cantiere impiegherà panne galleggianti dotate di gonne protettive per confinare l’area di lavoro e bloccare la dispersione delle particelle più fini. I fondali della zona non ospitano praterie di posidonia o altre specie protette a corto raggio, azzerando il rischio di danni all’ecosistema subacqueo. Al termine delle attività, il litorale beneficerà di una protezione duratura e di una completa rinaturalizzazione.

(Foto Sardinia Beach)