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Sardegna

Cagliari, 12 anni di dolori scambiati per ansia: salvata al Brotzu con un intervento al cuore

Maggio 18, 2026 · Cristian Melis

Intervento salvavita per fistola coronarica al Brotzu di Cagliari

Una storia di sofferenza lunga dodici anni si è conclusa felicemente all’ospedale Arnas Brotzu di Cagliari. Una donna di 67 anni ha convissuto per oltre un decennio con un forte dolore toracico da sforzo, un sintomo che i medici avevano sempre attribuito ad ansia e reflusso gastrico. La svolta è arrivata pochi giorni fa, dopo un accesso d’urgenza al Pronto Soccorso dell’ospedale di Carbonia per una sindrome coronarica acuta. I medici temevano un infarto, ma gli esami approfonditi hanno rivelato una realtà completamente diversa: una fistola coronarica gigante. Si tratta di una patologia congenita molto rara che crea un collegamento anomalo tra le arterie coronarie e l’arteria polmonare, riducendo l’afflusso di sangue al cuore e causando ischemia.

La diagnosi e il trasferimento a Cagliari

Subito dopo la scoperta della malformazione, i sanitari hanno trasferito la paziente a Cagliari. Presso l’Arnas G. Brotzu, l’équipe di Cardiologia Pediatrica e delle Cardiopatie Congenite, guidata dalla dottoressa Angelica Rossi, ha completato gli accertamenti escludendo altri difetti cardiaci. Il 7 maggio 2026, la donna ha affrontato un delicatissimo intervento mini-invasivo ad alta complessità. I medici hanno eseguito l’intera procedura senza aprire il torace e senza ricorrere all’anestesia generale, combinando per la prima volta competenze cardiologiche, emodinamiche e neuroradiologiche.

Una tecnologia mai usata prima sul cuore

Il successo dell’operazione si deve a un approccio tecnologico all’avanguardia. Per chiudere la fistola, l’équipe ha utilizzato dodici micro-spirali a rilascio elettrolitico. Gli specialisti hanno introdotto le spirali dentro la sacca aneurismatica, posizionandole una alla volta tramite un sistema di distacco controllato da una corrente a bassa tensione. Questa specifica tecnologia non era mai stata applicata prima d’ora in un intervento cardiaco di questo genere. Le micro-spirali, posizionandosi all’interno del canale anomalo, hanno bloccato il passaggio del sangue provocando una trombosi controllata. In questo modo, il flusso ematico ha ripreso a irrorare correttamente il muscolo cardiaco invece di disperdersi verso l’arteria polmonare.

Il successo dell’équipe multidisciplinare

L’intervento ha visto la collaborazione attiva di tre specialisti: la dottoressa Angelica Rossi (Cardiologia Interventistica Congenita), il dottor Federico Fusaro (Neuroradiologia Interventistica e Vascolare) e il dottor Alberto Boi (Cardiologia Interventistica ed Emodinamica). La paziente ha lasciato l’ospedale dopo appena due giorni in ottime condizioni generali e senza alcuna complicanza. La dottoressa Rossi ha espresso grande soddisfazione, sottolineando come la capacità di riunire competenze così diverse nello stesso momento eviti ai pazienti sardi i dolorosi viaggi della speranza verso le strutture sanitarie del fuori regione. Anche il Direttore Generale dell’ARNAS, Maurizio Marcias, ha lodato il valore strategico di questa rete professionale, che ha coinvolto con successo medici, infermieri, tecnici di radiologia, OSS e psicologi.