Cagliari NewsPROTOTIPO v0

Cagliari | Ultime notizie ed eventi da Cagliari

Sardegna

Migranti in Sardegna, 125 sbarchi in pochi giorni: al centro di Monastir scatta l’emergenza

Giugno 26, 2026 · Cristian Melis

Sbarchi di migranti in Sardegna: esplode la crisi a Monastir

Il fenomeno migratorio lungo le rotte che collegano il Nord Africa alle coste sarde registra una fiammata preoccupante nelle ultime settimane. I flussi mantengono un ritmo costante, superando i numeri già significativi del recente passato e riversando sulle spiagge meridionali decine di persone ogni giorno. Le statistiche descrivono una situazione in piena evoluzione: gli operatori hanno conteggiato ben 125 migranti arrivati sul suolo isolano dall’inizio della settimana in corso, un dato che supera i 106 arrivi della settimana precedente. La giornata di ieri ha registrato un picco notevole, con 36 persone rintracciate in tre distinti approdi nel solo territorio comunale di Sant’Antioco.

La mappa degli arrivi e il trasferimento nel centro di accoglienza

Le imbarcazioni, spesso piccoli barchini in legno o vetroresina partiti dalle coste algerine, toccano terra in modo sparso lungo tutto il litorale meridionale sardo. Le segnalazioni e gli interventi dei dispositivi di sorveglianza coprono un’area vastissima, che si estende dalle spiagge di Teulada fino a Sant’Anna Arresi, includendo le località turistiche di Chia e altre zone costiere del Sud Sardegna. Subito dopo il rintracciamento sul bagnasciuga e i primi controlli sanitari sul posto, le autorità dispongono il trasferimento immediato di tutti i cittadini stranieri verso il Centro di Accoglienza Straordinaria (Cas) di Monastir. Questa struttura ha assunto di recente anche la funzione di hotspot per le prime procedure di identificazione, diventando il fulcro centrale della gestione degli sbarchi di migranti in Sardegna: esplode la crisi a Monastir a causa della pressione insostenibile sui servizi interni.

La denuncia del sindacato di Polizia sulle carenze dell’hotspot

Le sigle sindacali delle forze dell’ordine esprimono fortissima preoccupazione per l’evoluzione della situazione logistica e di sicurezza all’interno della struttura dell’hinterland cagliaritano. Mauro Aresu, segretario provinciale del Siap, definisce lo stato attuale del centro come disastroso e potenzialmente esplosivo. Il rappresentante sindacale evidenzia come l’hotspot esista attualmente solo sulla carta, poiché le istituzioni non hanno ancora avviato né completato i necessari lavori di adeguamento strutturale. La carenza più grave riguarda il personale di vigilanza, presente in numero assolutamente insufficiente per gestire una massa così imponente di ospiti. Secondo il Siap, questo deficit operativo crea il rischio concreto che molti stranieri si allontanino indisturbati dalla struttura prima che l’ufficio immigrazione completi le necessarie e obbligatorie procedure di fotosegnalamento e identificazione.

Il nodo del sovraffollamento e i tempi delle nuove norme

A complicare la gestione quotidiana intervengono anche le recenti disposizioni normative in materia di immigrazione. I decreti prevedono infatti il trattenimento dei migranti all’interno del centro per un massimo di 48 ore proprio per consentire lo svolgimento delle verifiche sull’identità e sulla nazionalità. Questo vincolo temporale genera un inevitabile effetto imbuto. Provocando un grave sovraffollamento della struttura. I numeri forniti dai sindacati mostrano una discrepanza evidente tra le capacità teoriche e le presenze reali. Il Cas ospita attualmente circa 509 persone, a fronte di una capienza massima prevista di 300 unità. E tra questi ospiti una quota compresa tra le 80 e le 100 persone si trova ristretta proprio nell’area specificamente destinata alle procedure di hotspot.

Aggressioni al personale e richieste di intervento alla politica

I livelli di tensione accumulati all’interno delle mura del centro hanno già prodotto episodi di aperta violenza. Nei giorni scorsi, l’esasperazione e il nervosismo tra gli ospiti hanno scatenato una colluttazione durante la quale un cittadino straniero ha aggredito un carabiniere in servizio di vigilanza. Un episodio che si è concluso con l’arresto immediato dell’aggressore da parte dei colleghi del militare. Daniele Rocchi, segretario regionale del Siap, lancia un monito severo alla classe politica locale e nazionale, chiedendo interventi urgenti prima che si verifichino fatti ancora più gravi. Il sindacato ricorda che l’attivazione dell’hotspot di Monastir deriva da precise scelte istituzionali e che la politica non può limitarsi a guardare le criticità senza agire. Diventa indispensabile un impegno finanziario e organizzativo immediato. Per potenziare gli organici delle forze dell’ordine. E migliorare le condizioni di lavoro del personale e garantire la sicurezza dei poliziotti e dei carabinieri che prestano servizio ogni giorno nella struttura.