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Capoterra

L’ultimo volo di Paolo Cabras, il dolore di Capoterra per un figlio strappato alla vita troppo presto

Maggio 29, 2026 · Paolo Rapeanu

Addio Paolo Cabras, 53enne di Capoterra volato via troppo presto

Un brutto male spezza l’esistenza del cinquantatreenne Paolo Cabras, nato a Capoterra e da vent’anni in Emilia Romagna. Il ricordo straziante degli amici d’infanzia e il ricongiungimento ideale con il fratello Stefano. Ci sono notizie che arrivano come un fulmine a ciel sereno, squarciando il velo della quotidianità con la violenza di un uragano. Notizie che non si vorrebbero mai scrivere, che lasciano intere comunità ammutolite, sospese in un limbo di incredulità e sconcerto.

La scomparsa di Paolo Cabras, strappato all’affetto dei suoi cari a soli 53 anni a causa di un tumore, è una di queste. Una tragedia che unisce nel dolore due terre lontane: la sua Capoterra dove era nato e cresciuto e l’Emilia Romagna, che lo aveva accolto.

La notizia della scomparsa si è diffusa rapidamente, lasciando un vuoto immenso e incolmabile. Cinquantatré anni sono l’età della piena maturità, il momento in cui i bilanci si intrecciano ancora con i progetti per il futuro.

Paolo era un uomo nel pieno delle sue forze, stimato da colleghi e conoscenti, amato profondamente dalla famiglia.

Affranti dal dolore ne danno il triste annuncio la compagna, il padre, la madre e tutti i parenti, stretti in un cordoglio dignitoso ma straziante, mentre la macchina organizzativa delle esequie si è messa in moto tra Fagnano Olona e Capoterra.

Ma c’è un risvolto ancora più doloroso e intimo in questa triste vicenda, un dramma familiare che riapre ferite mai del tutto rimarginate. Qualche anno fa, la famiglia Cabras aveva già dovuto affrontare la tragica fatalità della perdita di Stefano, il fratello di Paolo. Una perdita che aveva segnato profondamente l’anima di Paolo, lasciando una cicatrice invisibile ma costante nel suo cuore.

Ed è dal nucleo storico dei suoi amici di sempre, che è arrivato il tributo più commovente e autentico. Un manifesto speciale, affisso per le strade della cittadina, ha colpito al cuore i passanti. Non un semplice avviso funebre istituzionale, ma una vera e propria lettera aperta, un testamento d’affetto firmato a nome del gruppo storicamente legato a Paolo, e in particolare dal suo caro e storico amico Rossano Belisario, da anni all’estero.

Le parole impresse su quel manifesto, che Rossano ha voluto scrivere non nelle vesti formali di amministratore del gruppo, ma come un “amico fraterno”, restituiscono l’essenza stessa di un’amicizia che sfida il tempo e le distanze. È un testo intriso di una nostalgia struggente, ma anche di una profonda gratitudine per i momenti vissuti insieme.

“Anche se le nostre strade si erano separate tanti anni fa e la vita ci aveva portato lontani, ci sono legami che il tempo non cancella mai. Con Paolo abbiamo condiviso una parte di vita indimenticabile. Siamo cresciuti insieme, abbiamo condiviso tutto: gli anni più belli, le esperienze, le risate, i momenti difficili e quelli spensierati. Sono ricordi che resteranno per sempre dentro di me. La sua scomparsa mi colpisce profondamente e lascia un vuoto enorme”.

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Queste parole offrono uno spaccato limpido di cosa significasse Paolo per i suoi coetanei. Era il compagno di giochi, il complice delle prime avventure adolescenziali, la spalla su cui poggiare nei momenti di difficoltà che inevitabilmente segnano la crescita di ognuno. Rossano Belisario, facendosi portavoce di un intero gruppo di amici che oggi si ritrova smarrito, ha saputo toccare le corde più intime del ricordo, trasformando il dolore privato in una memoria collettiva condivisa da tutta Capoterra.

Il messaggio sul manifesto si chiude con un saluto che suona come una preghiera laica, un messaggio d’affetto da recapitare oltre il velo della vita terrena: “Ciao Paolo… Saluta tuo fratello Stefano e tutti i nostri amici che purtroppo non ci sono più. Salutameli da parte mia. E se davvero esiste un posto dove le anime continuano a vivere, allora vienimi a trovare ogni volta che vuoi. Ciao Paolo, vola alto”.

Il funerale di Paolo Cabras sarà celebrato lunedì 1 giugno 2026, alle 15:00, presso la chiesa di San Francesco a Capoterra. Sarà il momento del ritorno definitivo a casa, l’abbraccio fisico di una comunità che si stringerà attorno a tutti i parenti e amici per tentare di lenire, con la propria presenza operosa e silenziosa, un dolore altrimenti insopportabile. Per espressa volontà della famiglia, la tumulazione avverrà successivamente in forma strettamente privata.