Caos sanità, chiuso il Pronto Soccorso di Isili: esplode la protesta nel Sarcidano
Crisi sanità a Cagliari: chiude il Pronto Soccorso di Isili
Una pesantissima tegola si abbatte sul sistema sanitario della Sardegna meridionale, provocando un terremoto politico e sociale proprio in concomitanza con l’avvio della stagione estiva. La Direzione Medica dell’ASL Cagliari ha disposto la chiusura totale e immediata, per l’intera giornata odierna di sabato 4 luglio, del Pronto Soccorso del Presidio Ospedaliero San Giuseppe di Isili. I vertici aziendali motivano il drastico provvedimento con improvvise criticità organizzative, lasciando sguarnita una vasta area geografica interna nel primo vero fine settimana del mese. Questa drammatica crisi sanita a Cagliari novita su Pronto Soccorso di Isili confermano le storiche sofferenze della rete d’emergenza isolana.
La notizia solleva un’ondata di indignazione generale tra i residenti, i rappresentanti sindacali e gli amministratori locali. I territori dell’interno lamentano da anni un progressivo smantellamento dei servizi di cura primari, ma il blocco completo delle attività diurne rappresenta un punto di non ritorno che allarma l’opinione pubblica.
La dura denuncia del sindacato UIL FPL Sardegna
I rappresentanti dei lavoratori ricordano come il blocco attuale confermi purtroppo le previsioni più fosche diffuse nei giorni scorsi. “La UIL FP aveva lanciato l’allarme nei giorni scorsi sul reale rischio del collasso dei Pronto Soccorso Isolani. L’assessore ribadiva il fatto di avere la situazione sotto controllo, ma oggi giunge notizia che il Pronto Soccorso di Isili ha chiuso i battenti. Il rischio sugli altri è identico”, denuncia con forza la UIL FPL Sardegna attraverso una nota ufficiale.
L’organizzazione sindacale attacca la gestione dei vertici regionali, definendo la situazione estremamente grave per le comunità locali. Secondo il sindacato, le scelte politiche generano un vero disastro su aree territoriali già fortemente depotenziate e sofferenti, caratterizzate da carenze infrastrutturali evidenti e da una popolazione prevalentemente anziana che necessita di cure tempestive.
La sigla dei lavoratori chiede un cambio di rotta radicale, stigmatizzando i proclami della giunta. “La svolta non si intravede assolutamente, anzi si vede un sistema sanitario che sta diventando una polveriera sociale. Case e ospedali di comunità esistenti solamente sulla carta, reparti ospedalieri che stanno implodendo, posti letto ospedalieri insufficienti, personale insufficiente, stremato e mal pagato, costretto a ritmi di vita insostenibili”, incalzano i rappresentanti sindacali chiedendo fatti concreti al posto dei facili entusiasmi.
La rivolta del Sindaco e l’isolamento dei territori
La serrata totale cancella l’ultimo presidio d’emergenza per migliaia di cittadini, aggravando una situazione già precaria, dato che la struttura di Isili soffriva già da tempo di una chiusura sistematica durante le ore notturne. Il Sindaco di Isili, Luca Pilia, esprime profonda preoccupazione per un provvedimento che colpisce al cuore i diritti essenziali della popolazione.
“Siamo di fronte a una situazione assurda e di una gravità inaudita. Avevamo già ampiamente e preventivamente chiesto all’Azienda Sanitaria di intervenire con urgenza per potenziare l’organico, ben consapevoli che il periodo estivo avrebbe amplificato le storiche criticità della struttura. Invece, la risposta della dirigenza è la serrata totale proprio oggi, nel primo vero weekend di luglio”, dichiara con amarezza il Primo Cittadino del comune del Sarcidano.
La protesta unisce tutti i centri della zona, che dipendono strettamente dal presidio ospedaliero del San Giuseppe. “Non si tratta solo di Isili. Questo disservizio intollerabile priva del diritto fondamentale alla salute le comunità di un intero territorio che comprende il Sarcidano, la Barbagia di Seulo, e parte della Trexenta e della Marmilla. Non possiamo accettare che i nostri cittadini vengano trattati come utenti di serie B, costretti a viaggiare per ore anche solo per un codice verde o giallo”, aggiunge Pilia.
Le richieste immediate all’assessorato della Sanità
La mobilitazione punta ora a ottenere la riapertura immediata del servizio per evitare conseguenze tragiche sui pazienti più fragili. I lunghi tempi di percorrenza stradale verso gli ospedali del capoluogo spaventano le famiglie del territorio, consce dei rischi legati ai trasporti d’urgenza in caso di patologie tempo-dipendenti.
Il Sindaco conclude il suo intervento rivolgendo un appello perentorio ai vertici dell’ASL e all’Assessorato Regionale della Sanità. “A questa situazione si deve porre rimedio immediatamente. Chiediamo risposte concrete. La salute delle nostre comunità non è negoziabile e non tollereremo ulteriori silenzi o ritardi”, ammonisce il sindaco Luca Pilia. Le prossime ore saranno decisive per capire se la Regione intenda inviare medici in regime di reperibilità per ripristinare il servizio minimo a Isili.